Stigliano: nuovi murali

Sommario

I murali non sono più segni e sfregi fatti da pittori clandestini (i graffittari) ma opere realizzate da artisti invitati da committenti pubblici e privati per la riqualificazione di spazi abbandonati o anonimi.

Stigliano, come da noi già segnalato, si sta caratterizzando come un paese dell’arte pubblica dopo aver avviato nel 2017 il progetto impostato dai giovani creativi di AppARTEngo realizzando un centinaio di opere tra pitture murali ed installazioni multi materiali (legno, pietra, ferro-cemento, ceramica).

I nuovi murali vengono realizzati ogni anno nelle settimane del Festival internazionale di arte pubblica che nel 2026 sono quelle dal 15 al 30 ottobre. Per il numero e la qualità delle opere, Stigliano è spesso citato tra i borghi di riferimento per l’arte pubblica come Aielli (Aquila) e Dozza (Forlì), e quindi tra le destinazioni da visitare.

In funzione dei visitatori esterni, i comuni sono in gara tra loro non solo per il numero e la qualità delle opere ma anche della loro fruibilità. I borghi hanno spesso limitazioni nella circolazione veicolare, una pianta urbana complessa, opere collocate in luoghi distanti tra loro,,,insomma difficoltà strutturali ineliminabili che non devono, però, essere ulteriormente complicate dalla scarsa informazione dovuta alla incerta conoscenza dei cittadini e dall’assenza di mappe, che non devono essere solo sul web ma anche stampate in modo chiaro ed a pagamento.

1 - Nuovi murali 2026 a Stigliano

Dal15 al 30 ottobre cinque artisti europei sono protagonisti della edizione 2026 del festival internazionale di arte pubblica promosso dal comune di Stigliano e dall’associazione Appartengo. Il festival nato nel 2017 è stato inserito tra le buone pratiche del progetto europeo Casper, per il suo modello di arte partecipata e valorizzazione culturale del territorio e, come dichiara Dino Filippo, consigliere con delega alla cultura: “ha portato artisti di grande valore nelle nostre strade, ha restituito attenzione a luoghi poco frequentati e ha dato ai cittadini nuove occasioni per vivere e raccontare il paese».

Murali ed altre installazioni artistiche sono nella zona centrale di Stigliano ma le opere di maggiori dimensioni sono in altri luoghi del vasto nucleo urbano, sia nella parte interessata da vecchie frane che in quella di più recente urbanizzazione. Zone del tessuto urbano del paese dove i cinque artisti Fred Battle (Francia), Be Fernández (Spagna), Matthieu Pommier (Francia), Tea Kvar (Croazia) e Ratur (Francia) sono i protagonisti di residenze artistiche a Stigliano che realizzano nuovi interventi.

Per un aggiornamento sull’impegnativo e lodevole percorso intrapreso dalla Amministrazione comunale siamo ritornati a Stigliano in occasione la nuova edizione del festival per conoscere e riflettere sulle composizioni che si aggiungeranno al notevole patrimonio già esistente.

In particolare siamo andati in visita nella giornata in cui erano all’opera il francese Ratur proveniente dalla Normandia e la sua collega croata Tea Kvar. Una giornata di vento fresca, ma con un bel sole che esaltava un panorama vasto, assai diverso da quelli dei loro paesi. In entrambi i posti, gli artisti dipingevano in solitudine, concentrati sul loro lavoro, che hanno interrotto con piacere per dialogare con due visitatori.

La scelta degli artisti non è fatta solo in base alla notorietà degli autori ma alla qualità della loro ricerca e capacità di sviluppare un dialogo con la comunità. Perché le opere di arte pubblica sono un modo per abbellire i luoghi ma anche l’occasione per far crescere la cultura artistica tra i cittadini. Un processo non semplice per la diversità di stili e dei contenuti ispiratori non sempre di facile leggibilità perché espressi con il linguaggio ed i simboli grafici specifici di ogni artista.

2 - Impressioni dalla nuova visita

Stigliano è una comunità che evolve e, una volta tanto, è appropriato usare l’abusato aggettivo resiliente. Come descritto nel nostro precedente servizio di agosto su CinemadaMare, ai 60 filmmaker di 35 nazioni furono indicate le capacità di reazione di una comunità segnata dalla chiusura del suo storico pastificio Sarubbi e dalla frana ritornata minacciosa ma furono anche segnalate le nuove linee di sviluppo socioeconomico, lungo percorsi anche inediti. Come le nuove produzioni in un’agricoltura (pistacchi) e le innovazioni nelle colture ed allevamenti tradizionali (grano, allevamenti di mucche popoliche, ecc.).

Alle attività produttive ed alla gastronomia, Stigliano aggiunge opere moderne al suo importantissimo patrimonio artistico, che ha nel grande polittico l’opera di maggior valore. Un’opera che con le sue gigantesche misure sembra essere il riferimento dimensionale anche per i murali in corso di allestimento in questi giorni.  Opere di arte pubblica di cui la comunità sembra essere più consapevole, la gradualità fisiologica di un progetto con nuovi canoni che ha richiede i suoi tempi di metabolizzazione. E non giova esorcizzare la lentezza necessaria con insistite citazioni sul coinvolgimento dei cittadini che poi alla prova dei fatti non riescono ad indicare bene cosa è in atto e dove! Sarebbe più utile, tra un festival ed il successivo informare di più i cittadini di Stigliano e quelli dei paesi vicini, con sessioni rivolte soprattutto agli anziani, quelli che il visitatore incontra in strada e che sono cruciali sia per le info sui luoghi dei murali che sull’effettivo coinvolgimento nelle iniziative relative all’arte pubblica. E in aggiunta, rendere disponibili mappe delle opere, non solo sul web (che irritano i non digitali) ma soprattutto cartacee, a pagamento ad 1€, come ad Aielli dove tutti i visitatori ne hanno una e nessuna è abbandonata per strada.

Aggiunte modeste ma assai apprezzate dai visitati appassionati di murali che sono turisti esperti con la capacità di socializzare la loro soddisfazione.

 

@ Filippo e Alessandro Martino 2026

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