Sommario
Da fine giugno a metà di settembre 2026 , lo straordinario campus itinerante per giovani cineasti farà tappe di una settimana in varie località italiane oltre che a Barcellona (Spagna) ed a Setes (Francia).
L’edizione di quest’anno, la XXIV, riunisce 60 partecipanti provenienti da 35 Paesi europei, del Nord e Sud America, del Medio Oriente (c’è anche una palestinese) ed Australia, confermandosi il più grande raduno gratuito di giovani filmmaker del mondo. Tra le tappe italiane anche quella di Stigliano (Mt).
La diversità di provenienze dei partecipanti è uno degli aspetti di Cinemadamare ritenuti più positivi dall’Assessore alla Sanità della Regione Basilicata Cosimo Latronico perché essa è una innovativa scuola di formazione cinematografica ma anche una comunità temporanea di grande valore civile perché dimostra la possibilità di convivenza tra culture diverse e le sinergie creative che ne derivano.
1 - A Stigliano, perchè e come
Stigliano, 3.340 abitanti, è un comune del materano con un vasto territorio che ne ha fatto da sempre un centro propulsivo dell’economia di un’insieme di comuni, malgrado si sia confrontato nel tempo con sfide geologiche assai gravi (varie frane, nei secoli). Difficoltà ambientali affrontate con determinazione da una popolazione resiliente capace di lavorare ispirandosi alla tradizione ma anche di accettare nuove sfide, come la reinvenzione delle sue produzioni agricole.
Nella sessione d’avvio di Cinemadamare nell’aula Zanardelli, dopo l’apertura dei lavori dei lavori da parte del Direttore/ideatore Franco Rina, il Sindaco Francesco Meucci, alla presenza dei membri della giunta comunale, dell’Assessore regionale Cosimo Latronico, di esponenti della cultura, della stampa e di cittadini, ha segnalato l’impegno dell’Amministrazione a preservare e valorizzare i beni ed i saperi ricevuti in eredità dal passato e di sostenere con grande impegno anche gli sforzi innovativi nel lavoro, soprattutto nell’agroalimentare e negli investimenti in nuove forme d’arte e cultura.
Per il LAVORO ha segnalato i punti di forza della tradizione agroalimentare (pasta di alta qualità, oli, insaccati, dolciumi) e gli investimenti in nuove colture, in primis la produzione dei pistacchi con il sistema di coltivazione a filari, che gli esperti segnalano come i più lunghi di Europa.

Quello dei pistacchi è un mercato in espansione ma molto competitivo, con zone produttive italiane già affermate (Bronte) e un player internazionale dominante che è la Turchia. Per questo, è un forte segno di vitalità e speranza per la comunità che il Pistacchio di Stigliano sia diventato un leader di mercato in pochi anni, come ha sottolineato nel suo breve intervento Filippo Martino, che incontrava la classe di Cinemadamare per la seconda volta in un mese.
Per la CULTURA, il Sindaco Francesco Meucci ha motivato l’attenzione verso CinemadaMare perché è un’iniziativa che intreccia cinema, formazione e territorio, …che offre la possibilità di restituire al paese una prospettiva inedita e consolidare la proiezione culturale oltre i confini regionali.
L’attività dei giovani cineasti si aggiunge quindi in modo naturale al fermento culturale innescato da varie iniziative dell’amministrazione comunale ed altri soggetti culturali di Stigliano, come riconosciuto di recente anche da un servizio di Bell’Italia. Tra le altre iniziative, spicca il progetto dei murali, che in pochi anni ha realizzato un centinaio di raffigurazioni che vanno dai motivi paesaggisti, alla rievocazione di eventi e persone, ai prodotti del lavoro umano (come lo splendido disegno di un merletto che copre il muro di un hotel-ristorante), ad immagini oniriche e/o di pura fantasia.
Anche Stigliano, come altri paesi delle aree interne impegnati nel contrasto allo spopolamento ed alla disgregazione sociale, promuove iniziative culturali come leva di sviluppo socioculturale dei residenti ed elemento attrattivo per visitatori che avrebbero vari motivi per visitarlo: l’ampio paesaggio naturale che si gode dai suoi 900 mt di altezza, le architetture urbane (palazzi, chiese e loro tesori, come l’immenso polittico nella Chiesa Madre), il parco con sculture della Mandarra ed i murali.
2 - Novità della tappa a Stigliano
Il format settimanale di CinemadaMare è rodato da una esperienza ventennale, ma il Direttore/ideatore, Franco Rina ed il suo staff sono lieti di confrontarsi con novità importanti (anche se non sono semplici da gestire!) che stimolano nuove idee ed esperienze. Quelle della tappa di Stigliano si sono aggiunte alle sfide che i partecipanti di CinemadaMare trovano in ognuna delle sue “soste”: ritmo incalzante, fatica, adattamenti alle diversità tra un luogo e l’altro, novità non immaginate, …che nel loro insieme sono molto formative perché simulano le necessità di gestire gli imprevisti, ricorrenti in ogni set cinematografico.
Anche in questa tappa di Stigliano non sono mancate le sorprese per la comunità di CinemadaMare. Come quelle enunciate dal consigliere comunale con delega alle attività culturali Gerardo Filippo, che oltre a ribadire la disponiblità a facilitare il lavoro dei filmmaker a Stigliano ha segnalato alcune agevolazioni aggiuntive ed inedite:
- messa a disposizione per riprese della più importante azienda di allevamento di mucche podoliche e produzione casearia della zona e dell’intera Basilicata. Angelo Leone, il titolare dell’Azienda Agricola Leone, presente alla sessione di avvio, ha descritto le caratteristiche della sua azienda e dell’attenzione verso preoccupazioni di ambientalisti e consumatori e di potenziale interesse anche per la narrazione cinematografica: valorizzazione della tipicità, nutrizione naturale, benessere degli animali…;
- creazione del Premio Jimmy Savo, attore del cinema muto, dedicato ad una figura profondamente legata a Stigliano. Con dotazione di premio in denaro;
- finanziamento per una residenza d’artista.
3 - Riflessioni a margine
La settimana di CinemadaMare è stata un’aggiunta di particolare originalità alle iniziative culturali di Stigliano e, come in altri luoghi, essa ha avuto il merito di animare tutto il paese con il suo “fermento coinvolgente” e di far vivere ai cittadini direttamente impegnati nelle riprese una esperienza unica.
Inoltre, tutta la comunità avrà avuto modo di osservare i giovani filmmaker all’opera e di notare le loro preferenze per aspetti di vita, architetture, angoli del borgo ed altro… scelti come luoghi per le riprese. Elementi che forse potranno essere osservati con più attenzione e ricevere maggiore considerazione in futuro.
Sono gli esiti più ricorrenti e non necessariamente i più importanti che le comunità ospitanti possono ricavare dai portatori di una “visione dall’esterno” dei loro spazi di vita.





































