1 - Teana come simbolo di una realtà svantaggiata
Teana, comune lucano di 496 abitanti della provincia di Pz, nel Parco Nazionale del Pollino, è come un balcone a 806 mt che si affaccia sullo straordinario paesaggio della valle del Serrapotamo e quella del Sinni, con monti coperti da boschi e punteggiati dai paesi dell’area.
In paese, ci sono opere storiche ed artistiche del passato, come dappertutto, ma anche opere d’arte moderna che per la loro collocazione in luoghi panoramici formano un importante museo a cielo aperto per la rilevanza internazionale del suo autore, Marino di Teana. Esponente di spicco della scultura moderna ed uno degli artisti lucani più grandi in assoluto.
Malgrado queste qualità, Teana resta un paese svantaggiato, afflitto dallo spopolamento come migliaia di altri comuni italiani e quasi tutti i 131 comuni della Basilicata. Nessuno dei quali, comunque si rassegna alla marginalità e, per questo, è importante conoscere, capire e divulgare le azioni intraprese da amministrazioni ed associazioni della società civile. Che devono essere aiutati con azioni concrete dai singoli lucani che hanno la possibilità di spostarsi da un paese all’altro compiendo gesti concreti, anche modesti ma utili come quello di visitare i luoghi della bellezza a meno di un’ora dal proprio paese.
I dati sulle visite ai luoghi d’arte lucani (a parte la mostra per il “Narciso” di Caravaggio) non sono solo deludenti ma sconfortanti. Per questo sarebbe utile e coerente che, almeno i residenti con macchina, aggiungessero ai loro spostamenti verso centri commerciali, sagre e concerti pop, quei luoghi d’arte e bellezza che si chiede ai “forestieri” di visitare! E farlo nei mesi più difficili, senza rinviare le visita a “craie”, “piscrai”…. come nel triste finale dello stupendo film di Lina Wertmuller, i Basilischi.
2 - Cosa offre Teana
Il centro storico, percorribile anche in macchina, non ha significativi dislivelli e può essere apprezzato meglio a piedi, sostando per osservare da vicino le architetture o gli scorci panoramici dalle diverse “finestre” aperte sulle vallate. Tra i monumenti, la imponente chiesa madre, una delle più belle del circondario, con due bei portali in pietra bianca ed affiancata da un campanile a base quadrata con copertura a cuspide. All’interno, delicati stucchi abbelliscono le mura e la volta a botte con affreschi.


Queste ed altre strutture come Palazzo Lecce e lo stupendo panorama meriterebbero un viaggio. Allietati ovviamente dalla gastronomia con alcune delle sue specialità come i “rascatiell di mischiglio”, pasta fatta in casa preparata con un mix di farina di grano e di legumi, in particolare fave e ceci, poi condita con pomodori freschi e basilico. Ma ciò che rende speciale il paese sono le sculture di Marino di Teana, uno dei maggiori scultori moderni perché, nel loro insieme, esse creano un importante museo a cielo aperto.
A Teana è infatti nato Francesco Marino, noto come Marino di Teana (Teana, 8 agosto 1920-Parigi, 1º gennaio 2012), uno scultore italiano naturalizzato argentino, vissuto per lo più in Francia, dove iniziò una carriera artistica di livello internazionale.
Marino aveva iniziato a lavorare ad appena 5 anni con suo nonno, come pastore e poi, in età adolescenziale, come muratore. Nel 1936 emigrò con la famiglia in Argentina, dove continuò l’attività di muratore assieme al padre, divenendo capocantiere. Nelle ore serali frequentava la scuola Politecnica e poi dal 1945 la Scuola superiori di Belle Arti a Buenos Aires conseguendo nel 1949 il titolo accademico di Profesor Superior. Nel 1952 ritornò in Europa, soggiornando prima in Spagna e poi in Francia, stabilendosi dal 1953 a Parigi dove iniziò la carriera di scultore e urbanista, entrò in contatto con numerosi artisti di fama internazionale e realizzò opere monumentali da collocare in modo permanente in vasi spazi pubblici e nei musei di tutto il mondo.
Come materiali, Marino ha usato marmo ma soprattutto metalli e tra essi l’acciaio, una preferenza che la Rivista Italsider omaggiava nel 1965 con l’immagine di una sua opera in copertina, onore che il bimestrale concedeva solo a grandi artisti dell’arte moderna.
Nel 2008, dopo avergli concesso la cittadinanza onoraria, la Regione Basilicata commissionò a Marino quattro sculture monumentali per il suo paese natio che, dopo averle realizzate insieme al figlio Nicolas, sono ora parte del museo a cielo aperto allestito a Teana a partire dal 2009. Opere collocate in punti panoramici all’interno ed all’esterno del centro storico, lungo un percorso ben segnalato e con note esplicative presso ciascuna scultura redatte dallo storico dell’arte Giuseppe Appella in modo chiaro ed essenziale. Le installazioni sono di diversa fattura: in marmo bianco di Carrara è la “Nave siderale”, ”Alba” è invece in acciaio, in prossimità della casa natale dell’artista e del Museo della civiltà contadina, “Omaggio al Mediterraneo” e ”Omaggio a Lao-Tse”, in acciaio, sono nei pressi del municipio, dove c’è la scultura in bronzo “Federico II Hohenstaufen a cavallo”.



Salvo che per quest’ultima scultura chiaramente interpretabile, lo straordinario panorama sul quale si affacciano, la maestosità delle dimensioni ed il colore dei materiali, soprattutto al tramonto, sollecitano la fantasia dell’osservatore (anche dei non appassionati d’arte contemporanea) e creano impressioni che talvolta vanno anche al di là delle motivazioni compositive dell’artista indicate dalle schede di Peppino Appella. Autorevole critico e storico dell’arte contemporanea che ha conosciuto e dialogato spesso col maestro Marino di Teana per motivi artistici ma anche per la vicinanza geografica tra i rispettivi paesi d’origine: Castronuovo Sant’Andrea e Teana.
3 - Cosa vedere vicino a Teana
Teana è anche vicina ad altri luoghi con opere d’arte contemporanea: quelle di Arte Pollino (presso il parco delle terme di Tramutola e in aree naturali di paesi vicini nella valle del Sinni) e con quelle del MIG, Museo Internazionale della Grafica e nel centro storico di Castronuovo Sant’Andrea. Quindi si potrebbe parlare quasi di un comprensorio che forse potrebbe ricevere maggiore attenzione se ci fosse una sinergica promozione territoriale. Ma non c’è e, proprio perché manca, è importante che i singoli di buona volontà facciano la differenza senza perdere altro tempo ad aspettare decisioni razionali che nel migliore delle ipotesi daranno effetti tra vari anni. E vedano i luoghi dove le cose cambiano anche se faticosamente, per incoraggiare chi le fa ed aiutare se stessi a sperare.
