Halstatt: borgo emblema di overtourism impegnato nella riduzione delle sue criticità

Sommario

Il borgo di Halstatt. 760 abitanti, nella regione austriaca del sale, il Salzkammergut, non ha più problemi di spopolamento e soffre invece dei problemi del sovraffollamento turistico (l’overtourism). Anzi, ne é, addirittura, uno dei simboli.
Lo visitano infatti più di 1 milione di visitatori all’anno attratti dalla bellezza del paesaggio, dalle sue architetture laiche e religiose, dalla sua atmosfera fiabesca in ogni fase dell’anno ma anche dalle vicende storiche susseguitesi in uno dei maggiori centri di produzione del sale dell’antichità. Vicende per le quali è diventato sito UNESCO.
Il borgo, isolato al termine di una strada che costeggia il lago omonimo, sorge su una strettissima striscia di terra ai piedi della montagna dove si trova l’antica miniera di sale e la piattaforma panoramica con vista mozzafiato sul lago che si raggiungono con una funiculare.
Nel 2024, la designazione a Capitale Europea della Cultura 2024 insieme ai 23 comuni appartenenti a 3 regioni del distretto del sale (Salzkammergut) ne ha accresciuto la notorietà.
Come a Venezia, città con la quale condivide anche il fatto di essere stata riprodotta in Cina quasi fedelmente, ad Hallstatt i cittadini protestano con il comune ed i visitatori per recuperare la vivibilità.

Una visita ad Hallstatt nell’autunno del 2024 e poi a giugno del 2025 ci ha consentito di farsi un’idea del sovraffollamento (folla nei punti di interesse, nella ristorazione, nei parcheggi, ecc.) ma anche di come il comune sta utilizzando le sue barriere naturali, i mezzi economici e la potestà amministrativa per regolare gli accessi in modo funzionale alle esigenze dei turisti (ed ai suoi doveri di sito UNESCO) ma anche alla vivibilità degli abitanti. A favore dei quali il Comune ha deliberato una serie di importanti misure compensative.

1 - Sovraffollamento (overtourism): definizione, dati essenziali, criticità

Per le grandi città d’arte ma anche per piccoli paesi di grande bellezza il sovraffollamento dei visitatori sta diventando un problema per la vivibilità dei cittadini (confusione, rifiuti, degrado dei servizi, aumento degli affitti delle abitazioni, riduzione nella disponibilità d’acqua, ecc.) che in molti luoghi hanno manifestato in modo plateale la loro insoddisfazione verso i turisti: a Barcellona e Venezia ma anche in piccoli centri come Capri, Santorini (Grecia), Hallstatt (Austria)… dove ogni giorno i turisti sono un multiplo degli abitanti.

Il Turismo è un settore economico che vale il 10% del PIL mondiale quindi è un fenomeno inarrestabile che si deve imparare a gestire. C’è la pressione dei numeri nei luoghi che sono le destinazioni ideali per 1 miliardo e 300 milioni di visitatori che sempre più spesso prediligono i siti UNESCO (l’Italia ha l’onore e l’onore di averne il maggior numero!) ed altre belle destinazioni in luoghi appartati che ora Instagram ha cancellato come luoghi segreti.
Ma la crescente insoddisfazione degli abitanti dei luoghi dell’overtourism non scoraggerà le nuove ondate di visitatori che non rinunceranno a visitarli, ma può spingerli a percorrere itinerari turistici “meno battuti”. Un decisione che potrebbe essere sfruttata a proprio vantaggio dalle migliaia di località senza sovraffollamento (anzi in spopolamento) a patto che siano capaci di motivare i potenziali visitatori segnalando le attrattività di LORO interesse.

2 - Punti di forza di Hallstatt

Hallstatt, isolato al termine di una strada che costeggia il lago omonimo, sorge su una strettissima striscia di terra ai piedi della montagna dove si trova l’antica miniera di sale utilizzata per migliaia di anni fino a qualche decennio fa.
Alcuni ritrovamenti archeologici nelle vicinanze di Hallstatt risalgono al VI millennio a.C. ed altri in momenti successivi hanno consentito di datare nel 1311 il ruolo di città mercantile, potenziato nel 1846 dal ritrovamento di una delle più antiche fonderie che, insieme ai commerci del sale crearono ricchezza, benessere ed un’evoluzione sociale chiamata Cultura di Hallstatt.
Parte di questo passato è ancora visibile nella miniera di sale (oggi accessibile con con la Salzbergbahn, la funicolare utilizzata in media da 2.000 persone al giorno), nelle chiese, negli edifici cinquecenteschi che ospitano abitazioni, caffè e negozi e, insieme alla loro intelligente gestione nel presente, rappresentano i punti di forza del riconoscimento UNESCO nel 1997.

Ricordiamoli:

  • tre millenni di vicende legate al sale, tuttora un bene primario dell’umanità. La miniera del sale di Hallstatt, una delle più importanti al mondo, è visitabile grazie ad una spettacolare ed efficientissima funicolare che supera le difficoltà della sua collocazione su una montagna verticale.
    Accanto alla stazione di arrivo, è stata collocata anche una spettacolare piattaforma panoramica (five fingers, per pesone che non soffrono le vertigini…);

  • un ricco patrimonio architetturale di chiese (quella evangelica in alto, con splendidi polittici in legni e quella cattolica in riva a lago, con uno stupendo campanile; palazzi e case cinquecentesche dal caratteristico stile alpino inserite in un paesaggio fiabesco: il lago, le vette del massiccio del Dachenstein. Per la configurazione dell’abitato, alcune case sono accessibili solo dal lago.
  • il museo cittadino, che in 26 stanze, espone reperti storici, illustra ambienti di lavoro in miniera e della quotidianità con ricostruzioni a grandezza naturale e con sistemi interattivi di facile consultazione e di grande suggestione. Presenti anche poche ma belle opere d’arte (dipinti, arredi liturgici; ecc.) che lo rendono un museo di grande livello espositivo, inusuale in un paesino di 760 abitanti.
  • cura del patrimonio naturale. Il panorama e la natura sono molto preservate con grande attenzione per la qualità delle acque del lago e allo sfruttamento del legno che avviene in modo strettamente controllato;
  • divulgazione di queste qualità con attente campagne di comunicazione ISTITUZIONALE, con una ricorrente presenza sul web (Instagram in particolare) oltre che sfruttare spunti occasionali come la replica del borgo di Hallstatt in Cina, la scelta della Walt Disney di ispirarsi ad Hallstatt per le scenografie della città incantata della saga di Frozen o la protesta dei cittadini contro il sovraffollamento turistico.

3 - L’overtourism: azioni del Comune di Hallstatt per ridurre le criticità

All’inizio degli anni duemila Hallstatt rischiava lo spopolamento anche se nel 1997 era stata dichiarata sito UNESCO. La stagione turistica durava solo da maggio a ottobre; i giovani se ne andavano; mancavano gli investimenti. Ora, con una popolazione di soli 760 abitanti, il comune di Hallstatt è visitato da più un milione di turisti all’anno ed è diventato un citatissimo esempio di overtourism (con molte presenze asiatiche) dovute a varie cause: la grande bellezza storico-artistica; la somiglianza col paesino del film Frozen della Disney; l’effetto Instagram sui social, la copia 1:1 in Cina del borgo di Hallstatt; l’eco mediatica dell’esasperazione degli abitanti che nel 2023 hanno eretto barriere in legno anti-selfie sui brevi punti panoramici del lungolago oppure la diffusione della notizia (falsa) del milione di Euro incassato dal Comune per l’utilizzo delle toilette pubbliche – definito dai quotidiani il “Pinkelmillion (il tesoretto dalle pisciate)”.

Le presenze giornaliere, possono raggiungere anche le 10.000 al giorno (in media sono almeno, 1.400, il doppio degli abitanti), ma potrebbero essere più numerose se non ci fosse una regolazione degli accessi definita dalla saturazione dei parcheggi e della funicolare che può far salire massimo 2.000 persone al giorno. Visitatori che in genere non pernottano ma rimangono in zona tutta la giornata per visitare chiese e musei, girano lungo le stradine per osservare dettagli abitativi straordinari, percepiscono (soprattutto i viaggiatori più attenti a queste cose) la indescrivibile atmosfera del borgo, fanno un giro con la barca sul lago, visitano le miniere di sale, ammirano il panorama, fanno acquisti nei negozi, mangiano e bevono in ristoranti e caffè.

Tutti i visitatori trovano parcheggi limitati ma ordinatissimi; servizi igienici puliti e gratuiti; strade, canali e lago puliti dall’azienda comunale. Tutti fattori, salvo la difficoltà di parcheggio, che incoraggiano nuovi visitatori perchè, oltre alle bellezze storico-naturalistiche, si possono muovere in spazi pubblici puliti ed attrezzati.

Sono invece meno contenti gli abitanti, esasperati dal numero eccessivo di visitatori che rende difficile la quotidianità; ha causato una carenza di abitazioni e l’aumento degli affitti; interferisce con la celebrazione di ricorrenze radicate nella tradizione e che continuano ad essere un forte elemento identitario e non folclore godibile anche da parte dei turisti.

Ad Hallstatt, come a Venezia, a Barcellona, a Capri, a Santorini, il sovraffollamento sta portando i residenti all’esasperazione… e il Comune si sta adoperando per porvi rimedio.

4 - Azioni di contrasto dell’overtourism ad Hallstatt

Nei 2023, gli abitanti di Hallstatt eressero in una notte delle barriere in legno per chiudere un segmento del lungolago quotidianamente affollato di turisti intenti a scattare foto.

Una iniziativa che venne ripresa dai media di tutto il mondo, aggiungendosi ad altri clamorosi casi di insofferenza verso l’overtourism.
La crescente insoddisfazione per il sovraffollamento, ad Hallstatt come altrove, impone alle amministrazioni la ricerca di un equilibrio tra la il dovere, in quanto siti patrimonio dell’Umanità, di consentirne la fruizione ai visitatori e, allo stesso tempo, garantire e proteggere la vivibilità degli abitanti.

Nel caso di Hallstatt, il realismo impone di considerare il turismo come fonte primaria di sostegno della comunità poichè, cessata la produzione del sale, in una zona con una difficile accessibilità non si può sperare sull’insediamento e lo sviluppo di aziende innovative.

Come ha ricordato il sindaco in una recente intervista: …”All’inizio degli anni duemila rischiavamo lo spopolamento. La stagione turistica durava solo da maggio a ottobre, i giovani se ne andavano; mancavano gli investimenti”… Con il boom turistico dagli anni Dieci del 2000 sono state avviate varie azioni:

  • é stata costituita una società ad ampia partecipazione comunale per la costruzione dei parcheggi per bus e macchine e quindi per avere delle leve operative nella gestione del flusso turistico. Ora, infatti, c’é un limite per i parcheggi che possono ospitare massimo 350 automobili e 40 bus al giorno (prima arrivavano anche a 90);
  • ispirandosi al concetto di albergo diffuso, è stato creato Heritage, un albergo con un totale di 70 stanze ricavate da edifici antichi, di proprietà del comune al 49%, il resto da capitale privato. Si tratta di alberghi a gestione familiare, caratterizzati da un forte impegno personale che ha contribuito a far crescere i pernottamenti da 49.303 nel 2005 a 121.746 nel 2022. Questo aiuta a garantire anche posti di lavoro tutto l’anno. Anche la funicolare ora è in funzione per tutto l’anno”.

Altre iniziative concrete per distribuire il benessere derivante dal turismo:

  • costruzione/ristrutturazione di 3 alloggi affittata agli abitanti a meno di 5€ a mq;
  • tariffe di energia elettrica agevolata per gli utenti allacciati alla centrale idroelettrica comunale;
  • tariffa agevolata per lo smaltimento delle acque reflue;
  • assistenza pomeridiana piena all’asilo;
  • pasti per gli anziani a domicilio, 7 giorni su 7;
  • finanziamenti alle associazioni cittadine, dallo sport alla musica, alle iniziative di decoro esterno delle abitazioni;
  • sostegno alle iniziative individuali e di comunità come quella di un “mercato ambulante segreto” settimanale gestito da un’associazione comunale senza scopo di lucro per offrire prodotti alimentari a prezzo calmierato perchè i venditori non pagano la tassa di occupazione di suolo pubblico;
  • risanamento di una stazione di servizio appartenente al comune da 90 anni, concessa in gestione a una signora del luogo.

Note conclusive

Il Comune di Hallstatt, si sta concentrando non solo su come fronteggiare in modo responsabile i flussi turistici, ma anche a far comprendere ai cittadini la impossibilità di chiudersi al mondo esterno, soprattutto se si è un sito UNESCO.

Per questo, sta dedicando una grande attenzione nella scelta di iniziative “compensative” per gli abitanti, dimostrando di averne a cuore il benessere e la vivibilità.

Dall’insieme degli atti concreti, e non solo dalle semplici dichiarazioni verbali, emergono come particolarmente interessanti su un piano generale le decisioni prese dal Comune di Hallstatt.
Provvedimenti amministrativi utili ad alleviare i disagi dei cittadini, motivandoli a dare la loro collaborazione in una serie di iniziative fondamentali per preservare lo spirito della comunità e l’attenzione quotidiana ed individuale necessaria per abbellire gli esterni delle abitazioni, contribuire a mantenere alto la pulizia di strade ed altri beni comuni.

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