AIELLI. Dinamismo sociale aiutato dall’arte en plain air

Sommario

I murali ed altre forme d’arte all’aperto abbelliscono edifici e spazi pubblici in un numero crescente di città e paesi, creando musei en plain air”.

I murali non sono più solo segni e sfregi fatti da pittori clandestini (i graffitari) ma opere firmate da artisti e finanziate da istituzioni come parte organica dei progetti di “rigenerazione socio-economica” di paesi e/o quartieri urbani. Ne sono una prova Il gigantismo che caratterizza ora la street art dopo la sparizione progressiva degli interventi non autorizzati e il fatto che da un certo punto in poi essa è l’oggetto di una committenza pubblica e privata che lascia sullo sfondo gli artisti e i loro interventi”.

Questa evoluzione emerge da recenti convegni, nei quali si riflette sui 3 decenni e più di esperienze che confermano l’importanza delle opere all’aria aperta ma indicano anche che non basta solo la loro presenza (non più una novità…). Contribuiscono al miglioramento socioeconomico solo se sono parte organica di strategie di sviluppo.

Come dimostrano anche i dati del progetto Borgo Universo del Comune di AIELLI, AQ., 1375 ab. Un programma di promozione del territorio avviato nel 2017, in cui la realizzazione di una sessantina tra sculture e murali ispirati a temi civili ed alla magia del cosmo, è parte organica di un progetto strategico che oltre all’arte contemporanea, comprende anche la promozione di prodotti del territorio, la formazione di operatori turistici, ecc. Tutta la gamma di queste iniziative fa capo ad un unico ente attuatore che gestisce l’insieme con efficienza ed efficacia. Come constato dai più di centomila visitatori del 2024.

1 - Il territorio abruzzese della Marsica

Aielli, in provincia dell’Aquila, è uno dei paesi della Marsica, il territorio della conca del Fucino che ha vissuto momenti importanti dall’età del bronzo alla modernità. Tra i grandi eventi, il prosciugamento dell’antico lago del Fucino, terzo lago d’Italia per estensione (150 kmq). Privo di grandi immissari e con incostanti emissari verso l’esterno, il lago del Fucino andava incontro a forme di impaludamento assai negativi sotto il profilo sanitario. Motivi che spinse i romani a costruire un emissario artificiale sotterraneo lungo 6.560 mt. per migliorare il deflusso delle acque. Questo ed altri tentativi ripresi periodicamente, furono conclusi con successo nel 1875 dal principe Alessandro Torlonia che usando anche le opere dei romani, portò a termine il prosciugamento del lago e la scomparsa della malaria.

La condizione umana dell’area ai primi del secolo scorso è descritta nel romanzo Fontamara di Ignazio Silone. Questo grande autore, nato nella vicina Pescina dei Marsi, ha denunciato nei suoi lavori le condizioni di povertà dei “cafoni” della valle del Fucino, esclusi dai processi di ammodernamento dei governi dell’Italia unitaria (dalla monarchia sabauda al fascismo). Le vicende del romanzo ambientate nel 1929, nel paese immaginario di Fontamara (simile nella realtà a Pescina, Aielli, ecc.) presentano la netta contrapposizione tra i contadini (i“cafoni”) ed i “galantuomini”, possidenti della classe media tutelati dal potere fascista e guardati con benevolenza anche dall’istituzione ecclesiastica. Fontamara fu letto e apprezzato anche all’estero come simbolo della volontà di riscatto degli abitanti di un piccolissimo paese con un territorio scosceso e avaro di frutti, che costringeva gli abitanti a lavorare a giornata come braccianti nella pianura o ad emigrare in cerca di lavoro e dignità.

2 - AIELLI

2.1 - Due paesi in uno

Aielli, con una popolazione ridotta a 1.375 ab. dallo spopolamento, è un comune in provincia dell’Aquila la cui parte abitativa si estende dai 650 metri s.l.m. della piana del Fucino fino ai 1021 mt della Torre delle Stelle, osservatorio astronomico.

Buona parte del suo territorio è compreso nel Parco Regionale Sirente-Velino, con siti d’alto valore naturalistico come le Gole di Aielli-Celano, il paese distante 6 km con cui divide l’uscita autostradale ad 1h30’ a Roma e da Chieti-Pescara ad est.

L’attuale ottima accessibilità non consente d’immaginare la situazione di isolamento e di marginalità sofferta fino agli anni’70 del secolo scorso, aggravata dalla penuria di acqua che mise in crisi le coltivazioni di olio, vino, zafferano, anice e frutta e dal terremoto del 1915. Ad Aielli, inoltre, la costruzione della ferrovia Avezzano – Sulmona, determinò lo spopolamento di Aielli Alto e lo sviluppo di Aielli Stazione.

Aielli, che è nella lista dei Borghi autentici d’Italia, si compone infatti di due nuclei principali con caratteristiche urbanistiche diverse: Aielli Alto (sede del Municipio) con ancora qualche struttura medioevale sopravvissuta ai terremoti e da Aielli Stazione, a 3 km, creato alla fine dell’ottocento e poi ingrandito intorno al 1930 con grandi edifici in stile “littorio”. Ci sono grandi differenze tra i due nuclei e per questo li presentiamo separatamente. 

2.1 - Aielli stazione: architetture inattese

La realtà evocata dal romanzo di Ignazio Silone, Fontamara, fornisce la spiegazione di un assetto urbano “dilatato” e strutture enormi di stile “littorio”: la grande piazza panoramica; la ex casa littoria con spazi per il dopolavoro, un cinema e un albergo; il sacrario monumentale ai caduti delle guerre dell’inizio del Novecento, adiacente alla gigantesca Chiesa di San Giuseppe. All’interno della chiesa, sono conservati tre crocifissi in puro cristallo di Boemia e un organo realizzato nel 1936.

Si tratta di edifici monumentali in stile fascista fortemente voluti dal Prefetto dell’epoca che, per stile e dimensioni, starebbero bene a Latina o a Roma/Eur e che, nei pomeriggi deserti ed assolati, creano un’atmosfera metafisica da quadri di Carrà o De Chirico.

Oltre alle suggestioni della piazza con le sue architetture e sculture, ad Aielli Stazione vi sono anche alcuni murali, tra i quali quello di Giacomo Matteotti, vittima del fascismo, tra i più evocativi ispirati dall’impegno civile.

2.2 - Aielli Alto: borgo di arte en plain air e non solo

Dopo le inattese suggestioni della piazza di Aielli Stazione e la visita ai suoi pochi murali e sculture bisogna spostarsi di 3 km. ad Aielli Alto per recuperare la dimensione del borgo collinare tradizionale ed immergersi in una realtà di grande bellezza evocativa e di impegno civile creata dalle opere d’arte contemporanee.

Tra le evocazioni, quella del cosmo studiata dall’aiellese Filippo Angelitti, 1856-1931 e valorizzata dall’attività didattico-scientifica svolta nella Torre delle Stelle. Una delle attività svolta in tutti i mesi dell’anno del progetto BORGO UNIVERSO (termine usato dall’astronomo Angelitti per indicare Aielli) svolte dalla cooperativa di comunità La Maesa, unico ente attuatore di un progetto che si occupa di street art, cultura scientifica e letteraria, e molto altro … Una soluzione organizzativa che è tra i punti di forza del Progetto Borgo Universo.

3 - Punti di forza del progetto Borgo Universo

Per la gestione del progetto è stata costituita la cooperativa di comunità, La Maesa, che ha la sede nell’edificio del Municipio e, ha di fronte, il suo InfoPoint nella grande piazza panoramica.  La Maesa aderente alla Rete dei Borghi IN d’Abruzzo, è nata per agevolare la fruizione delle opere d’arte all’aria aperta ma anche per svolgere altri compiti di interesse locale e regionale: promozione del turismo, digitalizzazione delle prenotazioni, formazione, creazione di nuove attività nel borgo per l’aumento del benessere socio-economico e la creazione di nuovi posti di lavoro.

La prima e più visibile delle sue attività è il Festival di Aielli una rassegna di street art, divulgazione astronomica, conferenze letterarie, laboratori artistici, concerti e degustazioni che per il 2025 è calendarizzata dall’1 al 3 agosto.  Nell’occasione, gli artisti invitati realizzano nuovi murali “…. per riqualificare scorci del borgo trasformando vicoli del paese in piccole gallerie d’arte e pareti in splendidi quadri che evocano storia tradizione e modernità”.

Il festival è un evento importante ma il progetto e l’attività della Maesa si articolano in tutti i mesi dell’anno in forme e contenuti diversi. Oltre ai murali, di cui parleremo nel prossimo paragrafo, si svolgono altre iniziative. Tra le principali:

  • Visite ed incontri sul cosmo. La Torre delle stelle è un’importante meta di turisti e di scolaresche da tutta Italia. Nei suoi tre piani sono allestiti: il Museo del Cielo, una sala conferenze per incontri di studio; una biblioteca Astronomica; un planetario. La torre medievale del 1356, che un tempo fu punto militare strategico per osservare i movimenti nella valle, è oggi un osservatorio di diversa natura: un punto da cui poter esplorare e studiare il cielo, l’universo e i suoi abitanti
  • Preparazione di operatori turistici. Già ora, oltre alle informazioni ed all’accoglienza per la visita ai murali, l’Infopoint fornisce ai visitatori altri servizi: prenotazioni di alloggi e ristorazione, vendita di gadget e prodotti locali.
    Le competenze per lo svolgimento di queste attività servono alla comunità di Aielli ma anche alla Rete dei Borghi In Abruzzo, un progetto regionale che realizza in concreto le sinergie del “fare rete”.  La Maesa forma giovani intenzionali a lavorare nell’accoglienza turistica anche in altri luoghi dell’Abruzzo
  • Pubblicazioni. Progetti complessi come quello di Aielli (..e di StiglianoMt, descritto in precedenza) richiedono anche supporti documentali oltre che persone pronte a dare spiegazioni. Per favorire la comprensione delle opere da parte di chi preferisce visitarle con i propri tempi, la Maesa ha redatto una splendida mini guida-piantina (costo:2€) ed un libretto di 60.pagg. con la storia del Progetto Universo, le immagini dei murali con spiegazioni su autori e contenuto (costo: 8€).
  • Promozione del territorio. Buona parte del territorio di Aielli è compreso nei confini del Parco Regionale Sirente-Velino con alcune parti di alto valore naturalistico come le Gole di Aielli-Celano. Aielli è a meno di 10 km da Celano, paese con cui condivide il casello autostradale sulla A 24, che ha nel Castello Piccolomini, nato come fortezza nel’300, che ospita la Collezione Torlonia ed il Museo d’Arte sacra della Marsica con sculture, pitture e lavori di oreficeria dal VI al XVII secolo (ingresso 4€ Orario: martedì-domenica 8,30-19,00). Celano, con il castello, opere ed oggetti d’arte antica, completa l’offerta turistica di Aielli, basata sull’arte contemporanea.

 

  • Enogastronomia. Ad Aielli sono presenti attività agricole con riconoscimento di prodotti IGP e prodotti biologici d’alta qualità (come la Montagliani, produttrice di miele, con vari riconoscimenti nazionali). Famosi gli “amaretti”, dolce tipico di Aielli. Articolata e di buon livello anche la ristorazione.

3 - Aspetti qualificanti dei Murali di Aielli

I murali e le sculture collocate dal 2017 nel piccolo centro storico e in Aielli stazione abbelliscono angoli caratteristici e punti panoramici da cui si ammira la conca del Ficino e trasmettono energia creativa con i loro colori e simboli.

Passeggiando in Aielli, si notano varie case in ristrutturazione ed un buon numero di visitatori in giro nel centro storico inframmezzando gli spostamenti con soste al fresco nella piazza panoramica alberata oppure in angli più raccolti, con bar e qualche luogo di ristoro. Altri invece fanno visite di gruppo organizzate ai murali, alle sculture, all’osservatorio astronomico, ecc.

Girando, si ha l’impressione di un paese ordinato, predisposto all’accoglienza, consapevole della sua nuova bellezza e attrezzato per spiegarla ai visitatori attraverso: l’Info point, la bella mappa al prezzo di 2€, visite guidate semplici da organizzare, ecc.

Le opere d’arte realizzate da artisti che partecipano al Festival Borgo Universo ed altri chiamati individualmente per la loro fama, sono di livello estetico molto elevato e di accurata esecuzione. Per ora, non si scorgono segni di degrado.

Oltre al cosmo, gli altri due temi portanti delle sculture e soprattutto dei murali sono personaggi/vicende civili e sociali.

Le opere (oltre 60) sono tutte belle ma ce ne sono alcune che colpiscono di più, come ad es.  la straordinaria opera dello spagnolo Okuda San Miguel, un murale che occupa due facciate esterne, volta e pareti di un portico.

Tra le opere civili, oltre al ritratto di Matteotti ad Aielli stazione, sono rilevanti quelle che richiamano temi dell’immigrazione, della mafia, delle guerre: Italianità con una schiacciata della pallavolista Paola Egonu; Mafia fa schifo, con la immagine a cavallo di Giuseppe Di Matteo, ragazzo vittima di mafia; From Palestina with love, il ritratto di un matrimonio interrotto, con una sposa che siede immobile in una casa devastata dai bombardamenti; ecc

Muri parlanti. Interessanti ed inedite sono le trascrizioni sui lunghi muri bianchi dei testi integrali del romanzo di Ignazio Silone Fontamara, del Manifesto di Ventotene, della Divina Commedia e della Costituzione Italiana. E’ ovviamente difficile leggerli per intero ma se ne può accertare la rigorosa aderenza ai testi originali leggendone qualche frase. Interessante è anche la loro collocazione che è nella parte alta del paese, vicino all’area occupata dalla torre e dai murali sul cosmo, con la magnifica vista dai 1021 mt, sull’ampia conca del Fucino.  Una collocazione simbolica della “elevatezza” dei pensieri e delle storie evocate dai testi.

Note conclusive - I Murali sono importanti ma non bastano...

Nel complesso, si capisce che Aielli non è solo un altro paese con murali ma un luogo in cui le singole opere d’arte sono parte di una storia chiaramente espressa e di valori civili non esibiti come protesta o condanna, ma strumenti per riflettere sulla storia di Aielli e sulla condizione umana.

Per la loro qualità, i murali di Aielli sono forse il principale punto di attrazione per i visitatori ma a svolgere un ruolo moltiplicatore delle visite (grazie alla socializzazione via web della soddisfazione) sono anche la facilità di accesso al paese; la presenza, il garbo e l’efficienza dell’info point; la documentazione; la possibilità di aggiungere visite di natura scientifico-divulgativa; l’ampio panorama; la promozione di prodotti e servizi dell’enogastronomia e dell’accoglienza.

Un unico operatore aiuta il visitatore nella fruizione del bello e buono del territorio.  La Maesa, cumula infatti servizi solitamente dispersi tra autorità diverse: Comune; ProLoco; agenzie per opere all’aria aperta e gestione eventi culturali (concerti, premi letterari, ecc); agenzia turistica; vendita di servizi di accoglienza (visite, soggiorni) e di prodotti agroalimentari; studio grafico e redazione di documentazione.

Per significativa coincidenza, è un’offerta aggregata di servizi che si trova anche a Dozza,Bo, tra “Borghi più Belli d’Italia ed il più citato tra i borghi con murali, in Italia. A Dozza hanno iniziato ad abbellire il centro storico a partire dagli anni sessanta, quando ebbe luogo la prima delle più di 30 Biennali Del Muro Dipinto

Più di recente, nel 2003 il Comune ha costituito la Fondazione Dozza Città d’Arte, che è l’ente gestore del Museo della Rocca e dell’Ufficio Turistico di Dozza e che si occupa anche dell’organizzazione della Biennale del Muro Dipinto, della realizzazione di mostre, iniziative culturali, artistiche e scientifiche, di attività promozionali, progetti didattici e divulgativi, nonché della valorizzazione e promozione turistica del Borgo di Dozza. Un complesso di impegni simili a quello della Maesa, ad Aielli, in Abbruzzo.

La concentrazione dei servizi promozionali non è l’unico possibile modello. Nel Caso di Chiusa/Klausen descritto su questo sito, il successo della offerta turistica è assicurato dalla fiducia reciproca tra una pluralità di soggetti pubblici e privati che operano separatamente ma in modo sinergico. Ci sono vari fattori che fanno da collante ed agevolano al integrazione di entità diverse: l’attivismo degli enti pubblici (Comune, Regione, unioni di scopo tra comuni); la loro efficienza operativa; l’apporto sinergico dei beni culturali e delle tradizioni della Chiesa; la forza delle tradizioni laiche che non sono esibizioni per turisti ma celebrati in famiglia prima ancora che in condivisione con altri.

In assenza di questi elementi di connessione, le comunità che vogliono promuoversi e non hanno a disposizione molto tempo (la più preziosa delle risorse!) per evitare l’ulteriore emarginazione, devono trovare il modo di semplificare il coordinamento tra micro  competenze per non sprecare energie nella gestione di conflitti d’attribuzione.

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